Roma in Bocca - sito dedicato alla cucina romana e alla sua storia, piatti tipici della tradizione romana

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La cuoca in cucina
Storie su Roma

La Bocca della Verita'

Da che nasce la fama del Mascherone?

Secondo la leggenda una donna sposata con un nobile romano fu obbligata dal consorte a mettere la mano nella bocca di fronte alla folla per rispondere ad un tradimento. Mentre tutti attendevano il verdetto, l'amante della donna non riuscì a trattenere i propri sentimenti e le si gettò tra le braccia baciandola. A quel punto la sposa ammise furbamente, di non aver mai baciato nessuno in vita sua se non suo marito e quell'uomo, un folle, che l'aveva appena aggredita e che lei non conosceva. La mano così si salvò la donna fu perdonata e riaccolta in casa.

La storia del Mascherone tuttavia si perde nella notte dei tempi Nessuno sa precisamente cosa raffiguri: secondo alcune fonti ci troviamo difronte a Giove Ammone, il dio oceano, un oracolo o un fauno.

Nemmeno l'uso che ne facevano in passato è chiaro, chi parla di una fontana, chi di un tombino, altri ancora di una cloaca. Non poteva nemmeno mancare la tradizione legata all'aldilà: alcuni testi intatti, attribuiscono alla Bocca un qualcosa di demoniaco. Si dice che attraverso di essa parlasse il diavolo.

Nei secoli si sono sprecate altre leggende sulle vere origini della Bocca, tuttavia nessuna ha mai chiarito realmente la vera storia di questo "pezzo" di Roma.


Il sindaco che torse la trippa ai gatti

Il sindaco che torse la trippa ai gatti. C'è chi dice che sia stato tra i sondaci più bravi di Roma (Viene eletto sindaco nel 1907 e rimase in carica fino al 1913).  Senza fare paragoni scomodi, possiamo affermare che Ernesto Nathan è stato il sindaco che tolse la trippa ai gatti ed è proprio per una sua decisione politica che fu coniato il celebre detto popolare Nun c' è trippa pe gatti

Sembra infatti che durante una riunione a Nathan venne proposto il bilancio del Comune di Roma per l firma. Scorrendo le varie voci fra le spese lesse "frattaglie per gatti".

A quel punto il sindaco chiese spiegazioni alo funzionario che gli aveva proposto il foglio. L'imbarazzato dirigente comunale rispose che si trattava di fondi utili al mantenimento di una colonia felina che viveva in Campidoglio e che serviva a difendere dai topi i documenti degli archivi capitolini.

Nathan  cancellò la voce dal bilancio con la penna, spiegando al suo interlocutore che d'ora in poi tutti i gatti del Campidoglio avrebbero dovuto sfamarsi con i roditori che dovevano catturare. Al Comune per i gatti non c'era più trippa.


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