Roma in Bocca - sito dedicato alla cucina romana e alla sua storia, piatti tipici della tradizione romana

facebook
Menu Ricette Menu Rubriche
Cerca una ricetta
Portata:
Ricetta:

La cuoca in cucina
Natale a Roma

Natale e la tradizione romana

E' la festa in cui si celebra la nascita di Gesù Cristo e che prende il nome dal latino "natale Christi". Il Natale come festa della nascita del Messia e celebrazione di un nuovo periodo di prosperità ha origine dalla religione ebraica, ma già nell'antica Roma troviamo festeggiamenti per il 25 dicembre. Nell'antichità romana infatti, si celebravano diversi culti proprio nel periodo che precedeva il 25 dicembre. Queste feste dette i "Saturnalia" (perché dedicate a Saturno il dio dell'agricoltura), duravano dal 17 al 24 dicembre. In questi giorni si viveva in pace e senza bisogno di lavorare, si scambiavano regali e si facevano sontuosi banchetti. La gente andava in giro per la città e si abbandonava ad ogni tipo di baldoria. Ovunque vi erano spettacoli improvvisati di musicisti, saltimbanchi, illusionisti e danzatrici Questi erano giorni speciali in cui addirittura i ruoli della società si invertivano: infatti veniva concessa una pausa di libertà anche agli schiavi, i quali potevano permettersi di banchettare insieme ai padroni e di essere serviti da loro. Ma la festa che assomigliava di più al Natale di oggi si teneva il 25 dicembre stesso, il "Natalis Solis Invicti" (il Natale del Sole Invitto), istituita dall'Imperatore Aureliano nella seconda metà del III secolo d.C.. La festa era in onore del dio Mitra celebrato come il sole invincibile, "Sol invictus", con riti simili a quelli cristiani (battesimo, comunione e riposo domenicale). Infatti il 25 dicembre il sole si trova in una posizione particolare, il solstizio d'inverno, giorno più corto dell'anno dopo il quale le giornate cominciano ad allungarsi. Per questo, fin dall'antichità, si tenevano riti dedicati al sole e alla sua potenza. Così mentre i Romani festeggiavano Mitra, da loro considerato come il dio del sole, i Cristiani celebrano la nascita del Salvatore considerato come la Luce e il Sole. Nel periodo dell'Imperatore Aureliano trova anche origine la tradizione del "ceppo natalizio" che si doveva bruciare per 12 giorni consecutivi nelle case e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio che era simbolo di espiazione dei peccati dell'anno precedente, di purificazione e di nuova energia fertilità e fecondità. Oggi il ceppo natalizio è stato sostituito dalle luci e dalle candele che addobbano le case gli alberi e le strade. Fra il 243 e 366 d.C. nella Roma Imperiale, amici e parenti si scambiavano le prime "strenae" per festeggiare il "dies natalis". Si trattava di piccoli rametti di una pianta consacrata alla dea della fortuna e della felicità, Strenia. Agli auguri di buona salute si accompagnavano ricchi cesti di frutta, dolciumi e doni di ogni tipo, come simbolo di prosperità che avrebbe dovuto seguire per tutto l'anno. Anche l'usanza della tombola a Natale ha origine dalla tradizione pagana dei Romani secondo la quale, durante i Saturnali, precedenti il solstizio, si poteva fare scommesse, scherzi di ogni genere e giocare d'azzardo (gioco proibito nel resto dell'anno). La fortuna del giocatore dipendeva dal volere di Saturno il quale distribuiva le sorti agli uomini per tutto l'anno nuovo e non era dovuta al caso. Il Menù di Natale Il Natale è una delle feste più importanti del Calendario. Le festosità degli addobbi la troviamo nelle case e nelle strade, nelle vetrine e nelle piazze, nelle scuole e negli uffici con lo scintillante abete natalizio e il presepio. Questa festività da sempre infatti ha risvegliato in tutti la bontà che per tutto il resto dell'anno rimane imprigionata nell'egoismo. Questa sfavillante atmosfera è concentrata nella sera della vigilia con il "Cenone" del 24 dicembre quando intorno alla tavola imbandita si raduna tutta la famiglia: un'antica tradizione. La tradizione racconta che nella giornata del 24 tutti osservavano l'astinenza e si preparavano al Cenone di Natale. Questa tradizione fu sospesa solo durante la guerra per ovvi motivi ma, subito dopo ripristinata. Si cominciava ad organizzare il menù e a preparare i piatti dai giorni precedenti, con l'acquisto del pesce. Già infatti dal 542 d.C. (e poi fino al 1927 quando nacquero i Mercati Generali all'Ostiense ) la tradizione racconta il fiume di gente che si recava al "forum pescium" per acquistare il pesce fresco all'ingrosso. Tutto il menù infatti fin dall'epoca dei romani era basato sul pesce. Non esiste un menù prestabilito per la vigilia di Natale ma, quello più comune , che è poi quello che troviamo spesso anche su molte delle nostre tavole ancora oggi, è il seguente: * Antipasto: gamberetti sgusciati, polipetti, angiulla marinata e sottaceti * primo piatto: brodo di arzilla o spaghetti con le vongole veraci * secondo piatto: pesce arrosto o gamberoni al forno * contorno: i famosi fritti (broccoli o cavolfiori, carciofi, filetti di zucchine, gobbi, filetti di baccalà, patate, mele e ricotta) * frutta fresca (mandarini, arance, clementine) e frutta secca ( noci , nocciole o "nocchie") * dolci tradizionali: torrone e pangiallo. Per il 25 dicembre invece il menù del pranzo potrebbe essere il seguente: * antipasto preparato con affettato misto e vari tipi di verdure sott'olio * per primo serviamo la delicata stracciatella e le tagliatelle all'uovo con il ragù * secondo piatto il cappone in salsa verde oppure le costolette d'abbacchio panate con contorno di cicoria ripassata con aglio e peperoncino. * contorno insalata mista con finocchi, ravanelli e ruchetta * dolci tradizionali * frutta di stagione e frutta secca. Per avere le ricette dei piatti sopra indicati si suggerisce di visitare la sezione delle ricette dal menù principale e scaricarle.

piatti tipici romaneschi, cucina romana, piatti tipici della tradizione romana, ricette tipiche della cucina romana, monumenti di Roma