Roma in Bocca - sito dedicato alla cucina romana e alla sua storia, piatti tipici della tradizione romana

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La cuoca in cucina
Le festività a Roma

Feste di Roma

6 Gennaio - LA BEFANA
Questa festa che si svolge ogni anno a Piazza Navona, prende spunto dalla ricorrenza religiosa dell'Epifania. In questa ricorrenza Piazza Navona si riempie di bancarelle e giostre, un tempo erano sicuramente più interessanti e tradizionali, oggi più conformate ai gusti delle nuove generazioni.
Il momento più avvincente è sicuramente l'arrivo della Befana la notte del 5 Gennaio.
Secondo una credenza popolare l'abitazione della Befana è localizzata in Via della Padella 2.

 La Candelora
Tra le feste romane la Candelora è tra le più antiche. Nasce come festa pagana e ricorda quando tra il 15 e il 18 febbraio si celebrava il fauno Lupesco: la festa (detta "Lupercali") rappresentava la purificazione della città dagli influssi dei demoni; le donne giravano per la città con ceri e fiaccole accese simbolo di luce e benevolenza divina.
Quando la festa pagana fu abolita (V secolo) perché ritenuta superstizione e residuo del paganesimo, venne sostituita dalla festa della Purificazione della Madonna che cadeva il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Natale e fu chiamata "la festa delle candele" e a Roma si chiamò "Candelora".
Il rituale rimase simile a quello della tradizione pagana, consisteva infatti, in una processione con la benedizione dei ceri simbolo del Battesimo e delle acque del fiume Tevere.
La mattina del 2 infatti, tutti i romani con le proprie imbarcazioni si presentavano per la benedizione solenne e la consegna dei ceri in segno di devozione alla Madonna.

La Quaresima e i dolci quaresimali
Finito il Carnevale inizia il lungo periodo della Quaresima considerato di rinunce. Nell'antica Roma per sopportare meglio questo periodo di astinenza e digiuno dalle delizie alimentari permesse durante il Carnevale, era consentito il consumo di alcuni semplici dolci come il "pazientino quaresimale"e il "maritozzo".
Il primo dolce era impastato a forma di lettere maiuscole e cotto in apposite teglie incavate. Il secondo era confezionato dai fornai con il lievito di birra e cotto nei forni in muratura.
Nella tradizione era molto più grande di quello che attualmente troviamo in commercio assomigliava infatti, ad una pagnotta con guarnizioni di zucchero a forma di cuore.
Questo dolce si regalava alla fidanzata e spesso conteneva un piccolo oggetto d'oro. Il maritozzo quaresimale oggi invece, è più piccolo, è più cotto e viene arricchito da canditi, uvetta e pinoli.

La Pasqua
Questa è la Festa principale del calendario cristiano. In questa festa si fondono radici ebraiche e pagane, queste ultime legate al risveglio della natura.
Antichissimo sono anche i simboli dell'agnello e dell'uovo e quest'ultimo infatti simboleggiava la vita.
Un tempo infatti si chiamava "Pasqua dell'uovo" perché si festeggiava sonando e mangiando uova benedette in chiesa. A Pasqua dunque i cibi hanno un'importanza centrale.
A Roma dove il cibo è stato da sempre importante per tutto l'anno, il pranzo pasquale ha un gran valore. Brodetto, uova, salame, abbacchio, fritto alla romana e l'immancabile pizza pasquale sono i tradizionali piatti serviti a tavola dei veri romani.

21 Aprile - Il Natale di Roma
Il Natale di Roma è una festività laica legata alla fondazione della città di Roma. Secondo la leggenda, narrata anche da Varrone, Romolo avrebbe fondato la città il 21 aprile del 753 a.C. Tale data è più leggendaria che storica perché risulta che prima che Romolo tracciasse il famoso solco entro cui far nascere la città alle pendici del Campidoglio già esistesse un agglomerato che copriva tutta l'area nei pressi del Foro Boario la quale risaliva al XIII secolo prima di Cristo.
La nascita di Roma quindi risalirebbe a oltre l'anno 753 a.C. ma, poco importa se Roma sia nata veramente in quella data perchè tale leggenda ricca di mistero non offusca la grandezza di Roma anzi, l'arricchisce di magia e fascino. Nell'antichità questa festa era chiamata "Palilia" in onore della Dea Pale (divinità della preistoria considerata di solito femminile talvolta però anche maschile, connessa alla sacralità del Colle Palatino).
Da questa data in poi derivava la cronologia romana definita Ab Urbe condita ovvero "dalla fondazione della Città".
La ricorrenza del Natale di Roma è tuttora festeggiata, con rappresentazioni in costume, eventi culturali e manifestazioni ludiche.

25 Aprile - Festa di Pasquino
Se vi trovate a passare nei pressi di Piazza Navona, non potete non fare una capatina nella piccola piazzetta di Pasquino ad essa adiacente, qui troverete il torso di una delle più famose e caratteristiche statue romane, la statua di Pasquino. La statua di Pasquino è una delle cosiddette statue "parlanti di Roma" dove il popolo romano affiggeva di notte, motti e composizioni in dialetto, le famose "pasquinate", a volte scherzose a volte satiriche contro il Papa e le sue guardie, contro i soprusi, le immoralità o semplicemente per episodi discutibili. Questa produzione letteraria e poetica, pervenuta in parte fino ai nostri giorni, si diffuse prevalentemente nell'ottocento, fino al 1870 anno della caduta del potere Pontificio.
 In realtà questa usanza diffusasi per la necessità del popolo di far sentire in qualche modo la propria voce, prese spunto dal '500, quando ogni 25 Aprile, giorno di S. Marco Evangelista, i canonici di S. Lorenzo in Damaso festeggiavano con una processione per il Rione Parione.
Durante la festa era usanza degli studenti e docenti dell'Archiginnasio della Sapienza, addobbare la statua di Pasquino con una maschera mitologica confacente con il tema sul quale vertevano gli epigrammi latini composti per l'occasione.
Gli scritti erano in ogni caso a favore del potere e di conseguenza furono sempre ben visti dal papa.
La festa si svolse il primo anno nel 1508 ripetendosi annualmente fino al 1518. Poi fu festeggiata a singhiozzo negli anni: 1520, 1521, 1522, 1525, 1526, 1535, 1536 e ultimo anno nel 1539.

13 Giugno - S. Antonio da Padova
Era la festa delle fragole a Campo de' Fiori. La festa conosciuta anche come "Trionfo delle fragole", si svolgeva per festeggiare la fine del periodo di raccolta delle fragole e S. Antonio da Padova.
In tale ricorrenza si usava disporre grandi quantità di fragole intorno ad un gran canestro (di circa due metri di diametro), in cui era posta la statua del santo. In seguito partendo da Campo de' Fiori il canestro era portato da robusti popolani per le strade delle città. Un famoso stornello accompagnava la processione: "salutamo cor fischietto Sant'Antonio benedetto, trullallero, trullalà tutti quanti a sfravolà.".

24 Giugno - San Giovanni
La festa, tra le più importanti ed amate a Roma,.nasce prendendo spunto da una leggenda popolare. La notte di San Giovanni, infatti, il fantasma d'Erodiade ( moglie adultera di Erode Antipa, che su istigazione di lei aveva fatto decapitare il Battista), chiamava a raccolta tutte le streghe sui prati del Laterano, dove si aggirava ancora il fantasma di Salomè.
I romani con le lanterne rivolte al cielo dovevano cercare di avvistare queste streghe in groppa a scope e diavoli, cercando però di non risvegliare "er NOCCHILIA" ( figura mitologica nata dalla fusione dei due profeti Enoch ed Elia).
Sempre secondo la leggenda, questo fantasma dorme sotto la Scala Santa e si risveglierà il giorno del giudizio per smascherare l'Anticristo. Le donne raggiungevano la strada al richiamo delle canzoni dei "carciofiolari", ricordandosi sempre di lasciare davanti la porta di casa scope e barattoli di sale grosso.
Questo perché secondo la tradizione le streghe, enormemente curiose, non avrebbero resistito a contare i fili della scopa e i chicchi di sale prima di entrare in casa. In questo modo la notte sarebbe passata e la luce avrebbe spazzato via le streghe. In questo giorno era tradizione recarsi alla "Salita degli Spiriti", fuori porta, per raccogliere lumache. Queste venivano mangiate in umido tutti insieme, (così le persone si riconciliavano, infatti a quel tempo le corna, di cui sono provviste le lumache, erano semplicemente simbolo di discordia). Uno dei canti popolari della festa era: "Belle che annate pe' li sette sonni. svejateve 'stanotte è San Giovanni, è notte d'incantesimi, è notte de magia, le streghe, in groppa ai diavoli, volano in compagnia..."

La festa de' noantri
E' la festa dell'estate e degli abitanti del rione Trastevere.
Le sue origini sono avvolte dalla leggenda. Si racconta che dopo una furiosa tempesta nei pressi della foce del Tevere fu rinvenuta da alcuni pescatori la statua in legno di cedro della Vergine Maria.
La statua fu donata ai frati carmelitani della chiesa di San Crisogono a Trastevere (da qui il nome di Madonna del Carmine). Da qui ogni anno il 16 di Luglio, oggi come allora, la statua della Vergine, protettrice dei trasteverini, ricoperta di gioielli preziosi, viene portata in precessione per le strade del rione.
La gente che seguiva la processione si riversava per le strade dove sistemati i tavolini, mangiavano e bevevano. Numerosi erano erano i venditori di cocomero, "grattachecca", dolciumi e "fusaje".

Festa di San Pietro e Paolo

La celebrazione dei santi patroni di Roma inizia la sera del 28 giugno nella basilica vaticana, con la statua di San Pietro vestito da pontefice.
Si tengono poi una serie di riti che vanno dai "vesperoni", resi solenni dal coro della cappella Sistina, alla benedizione dei palii (stendardi processionali) conservati nella nicchia posta sotto l'Altare della Confessione. Anche per questa festa, che sembrerebbe di esclusiva origine cristiana, si fa l'ipotesi della sostituzione di un culto pagano ad opera della Chiesa in epoca ancora antica: in questo senso, Pietro e Paolo accomunati in un'unica commemorazione avrebbero preso il posto dei Dioscuri.
In ogni caso, la ricorrenza nasce dalla tradizione che vuole i due apostoli giunti a Roma nello stesso periodo dalla Giudea e martirizzati lo stesso giorno, anche se in luoghi diversi: Pietro crocefisso a testa in giù presso il circo di Caligola in Vaticano, Paolo decapitato alle Acque Salvie all'Ostiense.
 Un tempo la festa era molto più ricca e scenografica, con grandi cerimonie e gite fuori porta.  Culmine di tutti i riti religiosi era il dono della Chinea, un cavallo bianchissimo, tutto bardato, con sopra la sella una coppa contenente settemila scudi d'oro, offerto in dono al papa dall'ambasciatore del re delle due Sicilie. Il cavallo, abilmente ammaestrato, partiva con un corteo di patrizi, ambasciatori e prelati da palazzo Colonna in piazza Santi Apostoli e arrivava in San Pietro dove si inginocchiava davanti al pontefice. Ma il momento più atteso era quello in cui veniva illuminato il Cupolone: era impressionante vedere i sampietrini - gli operai che lavoravano alla fabbrica di San Pietro - calarsi con destrezza lungo funi e carrucole sulla cupola e sui costoni michelangioleschi, dove erano sistemate fiaccole e grandi lanterne ad olio; e accenderle con acrobatici salti in pochi istanti per non far perdere l'effetto d'insieme.
Cosa che oggi si fa premendo un bottone, senza mettere a rischio vite umane e senza lo spettacolo del rischio, crudele ma emozionante.
Anche la grande girandola sugli spalti di Castel Sant'Angelo, che ha caratterizzato per secoli la festa, non si è più accesa: al suo posto da diversi anni la sera del 29 giugno vengono sparati dei meravigliosi fuochi d'artificio. 

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